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Doveva venire Gil
Cagnè, il famoso visagista delle dive
UN ANGOLO DI PARIGI
AD AUGUSTA
Grazie a una giovane
imprenditrice che ha avuto il coraggio di restare
Giovedì
30 gennaio. In redazione
squilla il telefono. Sembra imperioso.
La telefonata viene smistata a me per competenza.
"Sono
la signorina Margy del beauty center di
lungomare Rossini",
si presenta educatamente
l'interlocutrice".
Dica
pure.
"Ho
, visto per caso il vostro giornale e
siccome voi sollecitate i lettori,
vorrei dire che sono indignata con la stampa".
Mi
preoccupo. Che cosa
è successo? domando.
"Sono
indignata perchè voi giornalisti avete dato tutto lo spazio per la
morte di Agnelli e appena qualche minuto per la morte di Gil Cagnè
che
era un grande nel mondo della bellezza".
Resto
perplesso. Il nome di Gil Cagnè non mi è sconosciuto, se
non altro perchè avendo tre figlie femmine, sono costretto,
sporadicamente, a seguire taluni programmi televisivi che
insegnano alle donne ( e ormai non solo più alle donne) come
essere
e apparire più belle e seducenti e, in genere,
come
mantenersi in forma. Gil Cagnè, inoltre, è diventato sinonimo di
marchio celebrato nel mondo della cosmesi internazionale.
- Scusi, domando alla mia cortese e sensibile
interlocutrice, che cosa
c'entriamo noi del Giornale di Augusta con la
notizia
della morte di Cagne?
"Come,
non avete
saputo che il 28 gennaio Cagnè
doveva venire
proprio qui ad Augusta, da
me, a inaugurare
il mio centro per un test
gratuito alle mie clienti se non fosse morto ? "
-
Sinceramente no . In ogni caso noi realizziamo un periodico non un
quotidiano. Se vuole, può telefonare a qualche collega. . .
"No,
sono indignata, è vero, perchè per me Gil era come uno di
famiglia, per noi è stato un vero lutto, ma voglio
dire che la giornata,
anche senza Gil, ha avuto
lo stesso un gran successo;
la gente s 'è fermata
in mezzo alla strada per vedere cosa
succedeva quando all 'interno
del mio centro sfilavano le ragazze in abito da sposa...
- Signorina, a questo punto credo che si tratti
di un discorso commerciale.
Le passo
la persona adatta.
"Ma
scusi, Lei è andato a Villa
Salus per rendere un servizio
alla gente
sulla realtà positiva che offre alla
nostra gente. Io ho fatto per sette anni
1'infermiera professionale presso un
centro dialisi e conosco la
sofferenza ed è per questo che ho seguito i corsi di
Cagnè e di
altri specialisti per
imparare a trasmettere il gusto per la bellezza
e il piacere del benessere.
Guardi, io sono una giovane
imprenditrice e sto rischiando del mio, venga a
trovarmi, vedrà,
l'aspetto, sono sul lungomare
Rossini, di fronte al distributore,
le offrirò il caffè ".
Si
può restare insensibili a un così pressante invito?
Nei giornalisti poi la
curiosità è nei cromosomi.
Desidero conoscere questa giovane imprenditrice che ha saputo
risparmiare e che, esponendosi con le banche, invece di
fuggire
nel nord o all'estero, con
caparbietà ha voluto tentare
l'avventura
nel suo paese. Un 'insegna come tante indica il
centro.
Individuata la porta, sono , inevitabilmente attratto da una
bacheca dove sono esposte foto di Gil Cagnè con i suoi allievi
(e tra questi, saprò dopo,
la stessa Margy).
Busso. Una tendina
viene scostata e solo dopo essere
stato scrutato,
mi viene aperto. Alla fine dell'incontro, capirò che tale
circospezione è giustificata. Margy è stata scottata.
Ancora inesperiente, ha fatto entrare chiunque bussasse.
Anzi, era aperto a tutti. E' entrato un tizio, dall'aspetto
bullesco, è stato ripulito, è uscito con la scusa di prelevare
il
portafogli e... nons'è
visto più. "Aprirò solo alle persone che mi
farà piacere c vedere in faccia", ha spiegato Margy e
ha aggiunto:
"Voglio avere una clientela selezionata".
Ma
qui si entra per prenotazione?
"Sì. Non lo facciamo solo per ragioni
logistiche, ma perchè
vogliamo dare il meglio ai nostri clienti, soprattutto non volendo
farli attendere a lungo".
In
effetti l'ingresso, ancorché molto
confortevole, non è ampio.
E' sufficiente per l'
attesa di due persone su un comodo divanetto.
A fianco c' è l'angolo
del trucco. Mentre parla, mi rendo conto che
Margy è una donna sicura di se, precisa, efficiente, scrupolosa
fin quasi a scivolare nel perfezionismo maniacale. Ma forse
ha ragione lei. I clienti, uomini e donne, devono trovarsi bene al
primo impatto devono sentirsi rilassati già grazie ai colori tenui,
studiati per ogni elemento: dalle mattonelle del pavimento
all'appendiabiti in ferro battuto cromato, dalle tende al
cestino porta indumenti. Tutto è finalizzato a un relax che può
essere raggiunto nella cabina
dell'idromassaggio (per cui non c'è
bisogno di portare nulla da casa,c'è tutto in sede, tutto monouso,
persino le pantofole oppure debitamente
sterilizzato) alla cabina per I'abbronzatura integrale, intera
e totalmente sicura ( e mentre ci si abbronza una radio diffonde
all'interno una musica piacevolissima, e prima e dopo sono
obbligatorie le creme per la protezione del viso e del corpo )
Siamo meravigliati anche , dall'ottimizzazione dello spazio:
in pochi metri quadri, tutto sommato,Margy, con l'aiuto
d'un arredatore d' interni, ha realizzato una serie
di postazioni, di "cabine" (le chiama lei) dov'è possibile
realizzare tutta una serie di trattamenti che non riguardano
solo
la cosmetologia, ma, come si diceva prima,
il benessere nella sua più ampia accezione. Margy, specializzata
in ogni tipo di trattamento e ci tiene a farlo sapere attraverso
la documentazione esposta in ogni cabina, mi dice che lei opera
in stretto contatto con i medici e non farebbe
assolutamente mai niente in contrasto con l' etica professionale:
"La salute dei miei clienti, innanzitutto; voglio dormire la
notte,
anche se di questi tempi ho le notti agitate per via dei crediti
bancari che ho utilizzato per comprare macchine costose ma di
sicura efficacia. Credo molto nelle macchine, oltre
che nella mia professionalità; voglio che la gente non vada più
fuori Augusta perchè altrove ci sono le macchine migliori.
E' un po' come quello che lei ha scritto a
proposito dei viaggi della speranza, anche se qui, naturalmente,
si tratta di ben altra cosa. Ma da me si viene per stare fisicamente
o esteticamente meglio.
E questo serve a migliorare la qualità della vita. Non Le
pare?".
Ne convengo. E alla fine mi viene servito il caffè,
realizzato con
una macchinetta collocata in una nicchietta. E' ottimo.
Come tutto il resto. All'uscita, mi riaffaccio sul Lungomare, che
,
non è un vero lungomare. Mi sembra d'aver attraversato un
passaggio spazio-temporale e d'essere stato a Parigi
o comunque
in un' altra realtà cittadina, a Milano, a Roma, a Catania.
Il presente articolo
e' stato tratto dal periodico:
GIORNALE DI AUGUSTA

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